A day in the Alps

Alle volte una telefonata ti porta in paradiso

Siamo a giugno, caldissimo giugno veronese. Sono anni che il buon Toni Irenberger mi invita al suo lago e sono anni che le quattro ore di macchina mi fanno dire di no. Sono anche anni che non ho mai visto nessuna cattura fatta in quel lago, nel senso che nessuno m’ha mai mandato foto a riguardo. Tutto questo va a finire con un messaggio del buon Angelo Musiani che mi mostra un salmerino lungo come il mio braccio e un sorriso da orecchio a orecchio.

Ora sono fortemente motivato alla partenza, quindi chiamo l’amico Jacopo Lunardi, fido compagno di pesca sottocasa in Fibbio e lo invito a Neves assieme al suo compare Robert. Tra tre giorni si parte, un bel martedì feriale così non troviamo nessuno.

Sono le 22:40 di lunedì notte e mi arriva una telefonata da Jacopo:
“Ciao Andrea”

“Ti odio”

“Sono appena uscito dall’ospedale”

“Ti odio lo stesso”

“Mi sono sfasciato un braccio”

“Non sai quanto ti odio”

“Dai, dispiace un sacco anche a me…”

“Ma io ti odio proprio: non hai idea di quanto ti odio in questo momento…”

“Ho già avvisato anche Robert”

“Neppure lui fai salire?!? Cos’è? Se non ti puoi divertire tu devono soffrire tutti?”

“Dai, non dire così. Ci teneva a salire assieme…”

Seguono tre o quattro minuti di variazioni sul tema, con il risultato che alle 23 del lunedì mi trovo da solo, senza nessuno da riprendere, con il Toni che mi aspetta alle 9 di mattina al suo negozio a Brunico per salire al lago…

Apro tutte le chat che ho sul telefono e noto con sadico piacere che “Lavezzinifly è online

Parte la telefonata delle 23:02 del lunedì notte, telefonata che normalmente viene accolta con il panico pensando che sia morto qualcuno.

“Ciao Matteo…” e qui avrei potuto giocarmela meglio perché già dal tono si capiva che mi serviva aiuto…

“Ciao, che vuoi?”

“Domani devi venire a pesca con me, ho trovato un posto con dei megapesci e ce lo riservano solo domani”

“Domani devo aprire il negozio”

“Domani il negozio lo tieni chiuso e vieni a prendere i megapesci che stanno in mezzo a un mare di temoli”

“Mare di temoli?”

“Oceano di temoli, tonnellate di temoli, camionate di temoli”

“Mi prendi per il culo?”

“Ma ti pare che ti chiamo alle undici di sera per prenderti per il culo?”

“Mmhmmmm…”

“Dai, chiudi il negozio e fatti trovare pronto alle 6 che passo a prenderti”

“Se non c’è pesci ti uccido”

“Guarda la foto che ti ho mandato”

“…”

“?”

“… ma cos’è?”

“Un salmerino alpino lungo come la tua gamba” (Matteo è basso n.d.r.)

“ellamadonna…”

“Allora?”

“Ok, ci sto. Dove si va?”

“Lontano, lontano…”

“Dai, alle 6!”

“Alle 6! Grazie mille!”

Mi ritrovo a mezzanotte che ho il pescatore da riprendere, il lago tutto per me e il Toni che ci accompagna e cucina pure. Alle volte la vita è proprio bella.

00:40 – Momento della drammatica realizzazione

00:41 – Seconda telefonata a Lavezzinifly

“Che c’è?”

“C’è che sei da solo e dovete essere in due…”

“Come in due? E chi trovo alle una di notte che viene a pesca domattina alle 6?”

“Uno più giovane che non abbia moglie, figli o un lavoro da ufficio…”

“Chiama Jacopo”

“Jacopo s’è sfasciato un braccio due ore fa: perché credi che abbia chiamato te?”

“Piazzi, Jacopo Piazzi”

“Giusto! Che è pure di strada per salire!”

01:10 – Terza telefonata andata a vuoto

“Pronto?!?”

“Ciao Jacopo, sono il Crobu, ce la fai a essere al casello di Egna verso le 7?”

“mmhmmgnsmmmsdfn,,54@, eh?”

“Andiamo su al lago di Neves a prendere dei salmerini giganti, mi sono fatto riservare il lago e c’è pure il Toni che ci prepara il pranzo in baita…”

“Porto io la colazione o fate voi?” E qui vedi chi ha vent’anni e chi no…

“Ti amo tanto”

“Alle sette?”

“Alle sette!”

E come per magia, alle 01:30 ho nuovamente due pescatori, il lago e il Toni pronti.

06:00 – al negozio Lavezzinifly in quel di Bussolengo.

Matteo è bello (?) scattante e carica la macchina in velocità. Si parte belli (?) carichi e pieni di speranze.

07:00 – al casello di Egna

Jacopo non c’è. Momento di panico. Telefonata speranzosa. Sta facendo insacchettare le colazioni. Panico rientrato.

09:15 – negozio del Toni a Brunico, dopo giusta pausa autogrill.

Il Toni è sempre uno spettacolo: ogni volta che lo incontri ti riempie di cibo e racconti. È amore puro.

Tra una consiglio, un fetta di speck e i permessi di pesca, passiamo venti felici minuti assieme, divisi tra la voglia di assaltare il lago e il gusto di godersi il Toni che ride la mattina. Fortunatamente ci raggiungerà al lago per ora di pranzo, quindi lo salutiamo felici e ripartiamo.

Il lago ci aspetta in cima a una valle bellissima e luminosa. Il meteo ci assiste e la pioggia è rimasta in pianura.

Parcheggiamo dove finisce la strada bianca, senza intrufolarci tra le malghe con la macchina. È un punto panoramico eccellente e già da lì si vede che in acqua si bolla alla grande. L’entusiasmo inizia a pompare.

Monto la telecamera e filmo Matteo e Jacopo che si preparano.

Facciamo assieme la camminata tra le malghe e prendiamo il sentiero che passa subito a sinistra della malga del Toni.

La valle che si apre davanti a noi inizia con cime innevate e finisce nel lago, come camminare in una cartolina. Faccio camminare i due ragazzi lungo i torrenti che portano l’acqua di scioglimento fino al lago e ci accorgiamo che sono popolati di temoli. Bellissimi temoli con delle arroganti pinne dorsali azzurre che escono dall’acqua.

L’occasione è troppo ghiotta per non fare subito delle subacquee e per fortuna vengono fuori immagini di ottimo livello.

Si riesce a vedere chiaramente il temolo e i piedi dei ragazzi che guadano. Sono felice.

Camminiamo fino al lago, che a inizio estate è bassissimo per via del rilascio generoso d’acqua verso valle: ci sono campi da irrigare e corrente da generare per far andare i climatizzatori di tutti.

Il risultato è che buona parte del fondo è esposta e i riali si sono scavati il letto tra il fango, erodendolo fino a esporre i ciottoli di granito bianco di cui è fatta la montagna. Sono cinque o sei i riali minori e poi c’è un bel torrentone principale dalla portata generosa.
Impazzisco quando mi accorgo che anche nel più piccolo ruscello, nell’acqua più bassa e veloce ci sono temoli. Mi metto a fare riprese subacquee a tutto spiano e non mi accorgo nemmeno che Matteo e Jacopo si sono messi a pescare… Al punto che quando mi giro verso di loro per iniziare le riprese hanno già catturato abbondantemente. Però che belli sono i temoli sott’acqua?

Con quella pinnona che balla in mezzo alla corrente mi fanno innamorare… Che ci posso fare?

Come dicevo, il video inizia con il classico “Ciao a tutti” e con il surreale “abbiamo già preso cinque temoli” che normalmente nei video di pesca non si dice, ma si fa vedere perché poi si pensa che non ci creda nessuno. In questo caso nessuno avrà difficoltà a crederci, però, perché la giornata sarà talmente ricca di catture da far svanire i dubbi a chiunque.

Iniziamo alla foce del torrente principale, una zona che raggiunge i quattro metri di profondità tra massi e pietre.

Temoli ovunque.

Salgono a galla, mangiano sulle ninfe, si appostano tra i sassoni del fondo per poi scartare di lato e prendere al volo la ninfa di Jacopo: la prima volta in vita che riesco a riprendere un attacco in diretta da sopra e sott’acqua…

C’è del buonumore e dilaga tra tutti noi. Le catture si susseguono a un ritmo incalzante e i ragazzi stanno rischiando l’ipotermia alle mani a forza di rilasciare nell’acqua gelata.

Le riprese subacquee sono una miniera d’oro: si vede tutta l’azione predatoria del temolo. Come scarta di lato, come individua le ninfe a distanza, come sfrutta le zone riparate dalla corrente e come sale a bollare come un razzo. Ci farò uno speciale prima o poi.

Pubblicato da Andrea Crobu

Fotografo e videomaker per la pesca e l'outdoor

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